Tecnologia a portata di rete
Tante le opportunità di lavoro con i network in franchising del settore: l'elettronica di consumo è parte integrante della quotidianità, dalla macchinetta del caffè, ai riproduttori musicali fino ai computer sulle nostre scrivanie passando per i cellulari di ultima generazione. Senza trascurare gli elettrodomestici, i televisori, i lettori dvd e le console per videogiochi. Non è un caso che, secondo le ricerche dell’Ufficio Studi AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), in Italia elettrodomestici ed elettronica di consumo hanno raggiunto nel 2006 un fatturato di 15,7 miliardi di euro, pari all’1,1% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Il mercato italiano del settore rappresenta il 12% di quello complessivo dell’Europa Occidentale, il quarto dopo Germania, Francia, Regno Unito (fonte: elaborazione Ufficio Studi AIRES su dati GfK Marketing Services ed Eurostat).
ELECTRICAL SPECIALIST IN RETE
Le ricerche di GfK Retail and Technology (GfK RT), divisione del Gruppo GfK, società specializzata in analisi di mercato, in riferimento al monitoraggio su evoluzione e tendenza dei mercati del comparto “Technical Consumer Goods” (beni durevoli di consumo), hanno rilevato che la distribuzione del settore contava, a fine 2009, quasi 34mila punti vendita. Il canale principale rimane l’aggregato di negozi che GfK definisce Electrical Retailer, ossia la totalità dei punti vendita il cui core business è la commercializzazione di prodotti di elettronica e informatica di consumo che contava 6.914 store totali, in leggera flessione rispetto ai 7.064 del 2008. All’interno degli Electrical Retailer sono collocate le catene, nello specifico il mondo dell’affiliazione (Electrical Specialist). Il business del settore può essere esemplificato con il caso del Gruppo Euronics che ha chiuso il 2010 con un fatturato consolidato di 1,930 miliardi di euro con un +10,2% rispetto al 2009 raggiungendo una quota di mercato del 18,4%. “Tre i fattori chiave che hanno portato alla costante crescita di Euronics Italia: la forte propensione allo sviluppo, che si traduce nelle aperture di nuovi punti vendita, i continui investimenti da parte dei soci, volti a migliorare il posizionamento della catena oltre che l’offerta e i servizi ai consumatori, e la progettualità con lo sviluppo di nuove attività”, chiariscono dalla casa madre. I dati confermano gli impegni del gruppo: solo nell’ultimo anno, infatti, l’insegna ha aperto 22 nuovi negozi per un totale di 286 punti vendita Euronics e una superficie complessiva di rete di 355mila metri quadri.
PROFESSIONISTI DELL’ELETTRONICA
Per diventare franchisee in questo settore, secondo le rilevazioni e le risposte delle aziende contattate dalla Divisione Ricerche e Sviluppo di AZ Franchising, è necessario disporre di un locale compreso tra un minimo di 80 e un massimo di 500 metri quadri. L’investimento necessario varia in base al format, all’ubicazione e alle dimensioni del punto vendita, in media si può stimare un importo minimo di 30/40mila euro e un massimo di 100mila euro. Oltre all’eventuale richiesta di fidejussione bancaria, è necessario tenere in considerazione il capitale da destinare all’assortimento dei prodotti e del magazzino, per un importo che, variabile in base alla tipologia di negozio prescelta, può arrivare anche a un massimo di 200mila euro. La fee di ingresso va da zero a circa 10/12mila euro e comprende percorso di formazione, in alcuni casi anche per il personale di vendita, e aggiornamento costante. Generalmente, le royalties sono basse (circa il 2%) o non richieste. I franchisor assicurano supporto in fase di start up, affiancamento iniziale, formazione su visual merchandising e tecniche di vendita. Garantito anche piano comunicazione e marketing. Le iniziative differiscono in base al concept e vanno dalla pubblicità più tradizionale a flyer promozionali, display e packaging studiati. Il contratto ha durata minima di tre anni, solitamente rinnovabile per altri due. Per diventare franchisee è richiesta una precedente esperienza nel settore, anche minima. L’imprenditore deve avere capacità tecniche e conoscenza del business, propensione alla gestione d’impresa, flessibilità e disponibilità al cambiamento. L’obiettivo condiviso dai network del settore è riuscire a integrare le competenze della casa madre con la conoscenza e l’esperienza del franchisee sul mercato locale.




















