Pubblicato Martedì 12 Luglio 2011 in Tendenze
La salute è servita, in franchising
Il benessere è sempre al centro del quotidiano di ogni individuo. E, per prendersi cura del proprio stato psicofisico a trecentosessanta gradi, è sempre più diffuso ricorrere a molteplici specialisti: dentisti, nutrizionisti, parafarmacie, acque termali. L’affiliazione commerciale, formula attenta alle tendenze della società e del mercato, presenta numerose opportunità di business nel settore “salute e benessere”. Secondo il Rapporto Franchising Italia 2009¹, infatti, per le sole reti operanti nel comparto erboristeria, dietetica, nutrizione e parafarmaceutica, il giro di affari è stato di 71.620.000 euro. La Divisione Ricerche e Sviluppo di AZ Franchising ha individuato nel nostro paese 23 insegne attive nel settore “salute e benessere”. Di queste, 13 hanno risposto alla richiesta di informazioni. Vediamo quali.
OBIETTIVO SORRISO
Secondo il rapporto ANDI (Associazione nazionale dentisti italiani) 2010, negli ultimi tre anni il numero dei professionisti è salito del 7,9% arrivando a quota 53.526. Per aprire una clinica dentistica in affiliazione è necessario un investimento compreso tra 200mila e 350mila euro. La superficie del locale deve essere compresa tra un minimo di 100 e un massimo di 250 metri quadri, preferibilmente con più vetrine e, mediamente, con un bacino di utenza di almeno 30mila abitanti. Al franchisee viene richiesta una fee di ingresso che va da un minimo di 12mila a un massimo di 30mila euro; le royalties sono generalmente del 5%. Il contratto è decennale, il contributo pubblicitario, quando previsto, è di circa il 2%. Non è necessario avere esperienza nel settore, ma viene considerato criterio preferenziale essere già imprenditore o ex manager di azienda. La casa madre, oltre al supporto per la scelta dei medici, delle attrezzature e dei materiali odontoiatrici, prevede un percorso di formazione iniziale e continua. Oltre all’esclusiva di zona, assicurato anche l’allestimento della clinica “chiavi in mano”, il supporto per il processo autorizzativo, per la gestione del marketing e della comunicazione pubblicitaria. Il fatturato medio annuo si attesta tra 1.000.000 e 1.500.000 euro.
IN LINEA CON SE STESSI
Altro settore chiamato in causa per “sentirsi bene” è quello dell’alimentazione e della nutrizione. L’indagine “Gli italiani e l’alimentazione” condotta dall’Istituto di ricerca ISPO ha scattato una fotografia sulla conoscenza nutrizionale nel nostro paese. I dati, resi noti all’inizio del 2011, rivelano che il 78% degli italiani dichiara di sapere come seguire una dieta equilibrata, il 67% afferma di mangiare correttamente tutti i giorni, ma solo il 25% sembra conoscere realmente l’apporto calorico giornaliero ideale. Per aprire un centro di alimentazione controllata e nutrizione è necessario un locale di circa 50/70 metri quadrati e un investimento medio inferiore a 35mila euro. Il contratto di franchising va da 3 a 5 anni, le royalties variano da un minimo di zero a un massimo del 10%, mentre la fee d’ingresso è inferiore a 10mila euro e, in alcuni casi, sostituita da un canone annuale di affiliazione. La casa madre assicura know how gestionale, marketing e promozione, formazione pre-apertura e assistenza continuativa. Previste anche forniture di prodotti esclusivi in linea con il brand e con il progetto nutrizionale di riferimento. Nel campo del “consumo sano e salutare”, inoltre, esistono realtà commerciali in franchising che sviluppano linee di produzione mirate come la vendita di prodotti senza glutine.
BOLLE DI BENESSERE
Anche l’acqua è fondamentale nella ricerca del benessere. Nel nostro paese gli stabilimenti termali sono 380, ripartiti fra 170 comuni e, secondo Federterme, il 72% delle prestazioni termali è legato a cure mediche e prevede la presenza di un direttore sanitario. Per aprire una spa o un centro fornito di vasche termali, è necessario disporre mediamente di oltre 100mila euro, con importo che si aggira tra 400 e 700 euro al metro quadro, per un locale di circa 100/200 metri quadrati. La fee d’ingresso media è di circa 20mila euro, le royalties sono generalmente del 5%, ma possono essere negoziate al momento del contratto e variare a seconda della tipologia e della dimensione del centro. Il contratto è triennale, il fatturato medio annuo è stimato in circa 500mila euro e non è necessario avere precedente esperienza nel settore. La casa madre garantisce corso di formazione, consulenza e affiancamento in tutte le fasi. Previsti assistenza nell’individuazione delle location, studio e progettazione di layout e design, selezione e formazione continua del personale, materiale per la comunicazione, pianificazione del marketing, pubblicità e promozione. Viene assicurato un monitoraggio costante, anche a livello commerciale e gestionale.
AL BANCONE, SENZA RICETTA
Per le esigenze “sanitarie” di tutti i giorni, dal raffreddore all’influenza stagionale, sono sempre più diffuse le erboristerie e le parafarmacie. Dall’ultima rilevazione del Ministero della Salute emerge che le parafarmacie attive a fine maggio 2010 erano 3.266, con trend di crescita di aperture (66 nuove parafarmacie) e riduzione sensibile delle chiusure (19). Per diventare imprenditori nel campo delle erboristerie e parafarmacie è richiesto un capitale che, per metro quadro, prevede un importo minimo di 200 euro e massimo di circa 600 euro. Inoltre, sono da considerare le spese di prima fornitura che, in genere, partono da un minimo di 10mila euro e arrivano anche a circa 40mila euro. Il punto vendita è di superficie compresa tra 30 e 150 metri quadri, le royalties sono generalmente basse (circa il 3%). Il franchisee ideale è un professionista del settore e la maggior parte dei potenziali imprenditori ha conseguito la laurea in farmacia anche se non sempre è obbligatorio. I franchisor prevedono affiancamento nelle pratiche burocratiche, progettazione e fornitura degli arredi, visual merchandising, marketing, supporto e formazione alla vendita, alla gestione e all’uso del software aziendale e assistenza continua.




















