Pubblicato Lunedì 19 Luglio 2010 in Economia e Lavoro

Tags: imprese, lavoro

Imprese: la ripresa c'è

Questi, in sintesi, i dati sulla fotografia della nati-mortalità delle imprese realizzata attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane. Tra aprile e giugno il bilancio anagrafico delle imprese italiane è stato positivo per 47.221
unità (lo 0,78% in più). Si tratta del miglior risultato nel II trimestre degli ultimi 8 anni. Il saldo del trimestre è frutto di un significativo aumento delle nuove iscrizioni, pari a 107.306 unità (9.465 in più rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente) e di una più significativa diminuzione delle cessazioni, scese a 60.085 unità (9.750 in meno di quelle del II trimestre 2009). Il gioco dei due flussi riporta così il tasso di crescita del periodo (+0,78%) ad avvicinarsi ai valori del 2004 e del 2005, superando la serie poco brillante degli ultimi quattro anni.

Per quanto riguarda le dinamiche territoriali, i migliori risultati del trimestre si registrano nella circoscrizione Centro che
spiega il 22,87% del saldo complessivo, superiore di 1,83 punti percentuali al peso che le imprese delle regioni che ne fanno parte (21,0%) hanno sul totale delle imprese italiane. Subito dopo viene il Nord-Ovest il cui contributo al saldo (27,9%) supera di 1,51 punti percentuali il peso della circoscrizione (26,4%) sul totale delle imprese italiane. Il Nord-Est in pratica si trova in equilibrio, dato che la differenza fra peso del saldo e peso dello stock è negativo per un valore irrilevante (-0,05%). Il Mezzogiorno apporta un contributo al saldo pari solo al 29,6%, inferiore di 3,3 punti percentuali al peso (32,9%) che le imprese delle regioni merdionali e insulari hanno nel determinare il volume totale delle imprese italiane.

Per quel che riguarda il settore di attività, è interessante il ruolo svolto dalla componente artigiana nel complesso del tessuto imprenduitoriale italiano e, in modo particolare, il suo apporto in questa fase di uscita dalla crisi. Quattro settori produttivi possono essere definiti a netta prevalenza artigiana, perché costituiti per più del 50% da imprese di questo tipo: la sezione "Altre attività di servizi" (essenzialmente le sue due divisioni "Servizi per le persone" e "Riparazione di computer e di beni personali"), costituita per l’81,9% da imprese artigiane; la sezione "Costruzioni", dove le imprese artigiane pesano per il 64,8% del totale; la sezione "Trasporto e magazzinaggio" (il 57,7%) e la grande
sezione "Attività manifatturiere" dove le imprese artigiane pesano per il 56,2%.

Fonte: Infocamere

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